Scheda tecnica

documentario - 80' - 2018 - in sviluppo

regia e fotografia: SELIN (Sebastiano Luca Insinga)
prodotto da: Jump Cut (IT)
in coproduzione con: Stereo Sonique Films (MEX)


Sinossi

Il toro deve morire. Qualsiasi cosa accade durante una corrida, dalla plaza de toros è sempre l’essere umano che ne esce vivo. Perché la corrida non è sport, non è combattimento, non è lotta. La corrida è rituale: rituale danza della morte. Il toro deve morire, perché durante la corrida l’uomo è divenuto toro e il toro è divenuto uomo. Nei venti minuti di una corrida il caos ha sovvertito l’ordine delle cose del mondo e solo la morte può ristabilire quest’ordine.

Che cosa succede, quindi, durante una corrida? Cosa accade nel pubblico che vi partecipa? Cosa avviene tra l’uomo e l’animale in una plaza de toros perché possano l’uno divenire l’altro e fondersi?La corrida mette in scena la morte. Uno spettacolo in cui il pubblico partecipa all’uccisione estetizzata di un animale, il toro, per mano di un uomo, il matador.Ma in una società come quella occidentale, dove la morte è nascosta e allontanata, qual’è il senso della corrida?

Il film entra nel mondo della tauromachia a partire dalle vite dei due protagonisti principali: il toro – l’animale indomito, libero di vivere nel campo senza limiti, in enormi distese, vere e proprie riserve naturali – ed il matador – l’uomo che decide di vestirsi da torero per confrontarsi all’animale selvaggio rischiando la propria vita.Nell’arena il matador piega il toro alla sua volontà, trasforma l’istinto difensivo del toro, il suo desiderio di libertà, in materia da plasmare. Come in una danza, l’uomo guida l’animale nel comporre i passi. Il matador è il creatore di un’arte effimera e crudele, come un dipinto che si cancella, come una scultura transitoria, come un messaggio scritto sulla sabbia. Come la vita stessa.La vita del toro e la vita del matador si mescolano in un racconto che ha al centro il superamento della vita, una danza con l'oscura musica di fondo della morte.


Teaser